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CORSO SULLA VOCALITA’ MOZARTIANA

Come la gran parte dei giovani cantanti, anche io ho iniziato lo studio del canto preso dal desiderio di misurarmi quanto prima con  il repertorio lirico di maggior impatto emozionale. Le celebri arie verdiane e pucciniane erano per me motivo di studio ma anche di contrasto. Immediatamente mi sono reso conto di aver intrapreso precocemente una strada ricca di ostacoli. come un giovane puledro che dà delle gran testate contro la staccionata.  Come tanti, erroneamente credevo che, per diventare un bravo cantante, avrei dovuto affrontare un certo tipo di repertorio “serio” e che le opere di Mozart fossero destinate ai cantanti con vocalità meno importanti in qualità e quantità. Niente di più SBAGLIATO! All’età di 24 anni entrai a far parte di una giovane compagnia di cantanti della Scuola di Musica di Fiesole.  E’ così che conobbi Il M° Claudio Desderi. Un insegnante‐cantante dalla formazione e impostazione inusitata nel nostro Paese  quei tempi e forse ancora oggi.
Non solo la miriade di sottigliezze di colori e stili ci ha fatto scoprire e ricercare, il grande e estenuante lavoro sui recitativi, l’interesse della “scoperta” del libretto e della partitura  frutto del connubio della genialità di Mozart‐da Ponte ma in modo particolare il “Mestiere”, lo spirito di gruppo, la forza di coesione che ha saputo infondere nei suoi giovani allievi che ancora oggi ci contraddistingue nei palcoscenici di tutto il mondo. Da  diversi anni  come artista ed insegnante attraverso masterclass sul mondo del belcanto italiano cerco di diffondere e trasmettere la tecnica vocale mozartiana in particolar modo quella del Mozart italiano  che i vecchi amavano chiamare medicina per la voce.  Durante i corsi dell’Accademia lirica Santa Croce di Trieste oltre a condividere elementi di tecnica vocale ed interpretazione ,  il mio intento e soprattutto quello di incanalare le ambizioni giovanili dei cantanti che desiderano far parte del  mondo della lirica trovando il giusto equilibrio tra la naturale ed istintiva predisposizione all’egocentrismo che ogni artista possiede per restituire alla missione del musicista totale dedizione verso un ruolo artistico così complesso e ricco di sfaccettature quale quello del cantante‐attore.

Alessandro Svab
 
19 giugno 2012